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Progetto "Tra agio e disagio" spaziatura Cos'Ŕ:barra orizzontala

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Tra agio e disagio: nuove modalità di intervento per la prevenzione della dispersione scolastica

La dispersione scolastica è un fenomeno che nell'ultimo decennio ha subito un forte ridimensionamento nelle scuole elementari, attestandosi su livelli "fisiologici", ma che è ancora significativo , nelle scuole medie inferiori e nelle scuole medie secondarie.
La dispersione non si identifica unicamente con l’abbandono, ma riunisce in sé un insieme di fenomeni – irregolarità nelle frequenze, ritardi, non ammissione all’anno successivo, ripetenze, interruzioni- che possono sfociare nell’uscita anticipata dei ragazzi dal sistema scolastico.

In generale il fenomeno della dispersione scolastica si associa al disagio, inteso come stati di malessere per esperienze di insuccesso, a volte non particolarmente gravi, che si esprimono con comportamenti di chiusura, di sfiducia e di autosvalutazione; altre volte più gravi e si manifestano con comportamenti trasgressivi, ad esempio uso di stupefacenti, bullismo, intimidazione nei confronti di soggetti più deboli etc.
Tali fenomeni, molto spesso, si manifestano con atteggiamenti di bassa autostima, con scarsa motivazione, con disturbi relazionali e disturbi emozionali, che sfociano nei disturbi dell’apprendimento.

Il progetto ha visto coinvolte due realtà:

  1. la scuola media “Parini” di Como
  2. i Centri territoriali Permanenti per l’Educazione e la Formazione in Età adulta EDA

L’azione sugli studenti della scuola media rientra in un’ottica tradizionale di prevenzione alla dispersione scolastica, andando ad agire su una fascia di età particolarmente delicata, mentre l’utenza dei centri EDA – dai 15 anni in su - rappresenta un target svantaggiato e a forte rischio di esclusione sociale che non risulta oggetto di interventi specifici.

Obiettivi

Considerato che l’educazione è considerata un valore propulsore di crescita personale, culturale, sociale ed economica, e l’acquisizione e lo sviluppo dei saperi corrispondono ad una reale integrazione culturale e sociale degli individui, per stimolare una attiva partecipazione alla vita sociale e per facilitare l’inserimento o il reinserimento nel mondo del lavoro, il fenomeno della dispersione scolastica va combattuto partendo dalle fasce più giovani, ma non dimenticando la situazione di chi, già adulto, rischia di essere definitivamente espulso dal sistema educativo/formativo.

Gli obiettivi del progetto possono essere così sinteticamente esposti:

  • contrastare la dispersione scolastica a diversi livelli
  • favorire la piena integrazione sociale di ragazzi, giovani e adulti appartenenti a fasce a rischio di esclusione sociale
  • favorire l’acquisizione delle conoscenza delle abilità e delle capacità che permettano a tutti coloro che frequentano i corsi Eda di potersi considerare cittadini a pieno titolo
  • favorire il raggiungimento della piena consapevolezza di sé, del proprio valore ed il riconoscimento della propria identità sociale, attraverso interventi di analisi delle proprie competenze, racconto delle esperienze significative della propria vita attraverso momenti d’aula e laboratori con uso della telecamera.

Gli interventi proposti – in particolar modo quelli rivolti ai Centri EDA – terranno conto della eterogeneità sociale, culturale, di etnia e di età dei corsisti, nonché del diverso grado di scolarizzazione e di preparazione individuale e dei diversi ritmi di apprendimento e cercheranno di promuovere un buon livello di socializzazione dei partecipanti, considerato come fattore positivo che stimola il desiderio di portare a compimento il percorso di studio.

Descrizione sintetica delle attività:

  1. Potenziamento delle proprie capacità attraverso azioni di orientamento mirato che prevedano un bilancio di competenze finalizzato ad un’ analisi delle proprie caratteristiche/ capacità/competenze.
  2. Sperimentazione di interventi con metodologie didattiche innovative, anche personalizzate e di gruppo, finalizzate alla rimotivazione degli studenti. In particolare si pensa ad un laboratorio, come strumento di conoscenza, educazione e comunicazione dei mezzi creativi ed espressivi del pensiero, della voce e del corpo
  3. Individuazione di figure professionali appartenenti a diversi settori produttivi e figure significative anche del settore no profit che illustrino, ad esempio, il mondo del volontariato, dello sport, favorendo così l’imitazione di modelli positivi.